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Provincia di Foggia - Progetto S.E.NE.CA.

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Rapporto mondiale sulle droghe O.N.U. 2009.

Cala il consumo sul mercato mondiale di cocaina, oppiacei e cannabis, mentre preoccupa il grosso aumento della produzione e del consumo di droghe sintetiche (amfetamine, metamfetamine, ecstasy), soprattutto nei paesi economicamente più sviluppati. Questi i dati evidenziati nell’ultimo Rapporto mondiale sulla Droga 2009, a cura dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (U.N.O.D.C.), che descrive gli andamenti e le tendenze relative alla produzione, al traffico illecito e all’uso di sostanze stupefacenti.
"Il mercato globale della cocaina (50 miliardi di dollari) sta subendo uno sconquasso sismico" - sostiene il direttore dell'U.N.O.D.C. Antonio Maria Costa - "il livello di purezza e i sequestri (nei principali paesi consumatori) sono in calo, i prezzi sono alti e i modelli di consumo in evoluzione".


La produzione e l’uso di droghe sintetiche è in aumento nei paesi in via di sviluppo, specie nel sud-est asiatico, mentre tra i maggiori produttori di ecstasy emergono alcuni stati membri dell’Unione Europea.
La marijuana rimane la droga più coltivata e usata in tutto il mondo; i dati mostrano che è divenuta più nociva rispetto a quanto comunemente si crede. La media del contenuto di THC (principio psicoattivo) di marijuana idroponica è quasi raddoppiato nell’ultima decade, con gravi conseguenze per la salute a cui si è accompagnata, di fatto, una significativa crescita del numero di ricoveri nei pronto soccorso.
L’uso di droga deve essere trattato come una malattia ed è necessario garantire un accesso universale al trattamento farmacologico. Dal momento che le persone con gravi problemi di droga rappresentano una buona percentuale della domanda di droga, trattare questo problema è uno dei modi migliori per la contrazione del mercato.
Il Rapporto dedica inoltre particolare attenzione all'impatto della criminalità correlata alla droga e viene ribadito che, se anche i controlli hanno generato un mercato nero illegale di proporzioni macro-economiche che alimenta violenza e corruzione, la scelta di legalizzare le droghe rappresenterebbe “un errore storico”.

 

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